Il 12 agosto aprirà il Termopolio della Reggio V, l’antica tavola calda di Pompei.

Portata alla luce durante gli scavi, in un’aria antica mai indagata, forse con la dovuta attenzione; ci saranno visite straordinarie al cantiere della Casa di Orione e della Casa del giardino.

A Pompei troviamo circa un’ottantina di Termopoli, tuttavia le decorazioni, di quest’ultimo ritrovato sono davvero impressionanti, per naturalezza e bellezza.

La casa di Orione prende nome dal mosaico pavimentale presente in un ambiente della domus e raffigurante, una tra le più raffinate e inedite, iconografie rinvenuti a Pompei, quella del mito di Orione.

La dimora, era stata già intercettata, nel corso degli scavi ottocenteschi, tra il 1891 e il 1893 e nel 2017 è stata interamente portata alla luce. La casa dal giardino è nota per il rinvenimento delle iscrizioni a carboncino che cambia la data dell’eruzione.

Pompei è una palestra, un allenamento continuo allo studio e all’attenzione, come ha detto il direttore durante la conferenza stampa e la presentazione dello scavo. Le informazioni derivanti dai cibi ritrovati, gettano le basi di nuovi studi riguardanti non solo le abitudini alimentari, gli usi e i costumi dei pompeiani, ma soprattutto aprono una finestra temporale incredibilmente nitida.

Le decorazioni del termopolio con animali e piante, illustrano un’alimentazione a base di anatra e carne suina; in un periodo in cui il consumo di carne era proibito, da qui anche, lo studio delle normative e delle deroghe ad esse.

Dunque in un periodo come questo, di rispetto delle regole, di Green pass, fa forse sorridere questa tavola calda che dispensava cibi, in modo così free

In questi giorni circa 15.000 biglietti staccati al giorno, copiose le file agli ingressi, la voglia di viaggiare nel tempo, la voglia di bellezza non finisce mai. Pompei è un viaggio nel tempo, un tuffo nel passato che sembra così recente.

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Di Valeria Garofalo

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali innamorata dell'incanto che questa città sprigiona, capace di emozionarsi ovunque la scia di una melodia sia in grado di portarmi. ...questa sono io

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