Giornalismo e narrazione del Sud


Oggi 18 maggio si è tenuta alla Camera di Commercio di Napoli, la conferenza stampa “L’informazione (S) corretta. Giornalismo e narrazione del Sud tra stereotipi e pregiudizi.

Ha coordinato i lavori, Maria Cava, consigliera SUGC con delega alla formazione, stampa online, brand marketing. Si è partiti come da programma, con i saluti istituzionali del presidente Ciro Fiola, Presidente della Camera di Commercio di Napoli, che ha dato subito la parola Stefano Bory e Philip Di Salvo.

Partiti dall’interrogativo, “se la stampa contribuisce ad alimentare un repertorio di immagini e metafore che rappresentano una sorta di archivio del pregiudizio nei confronti di alcune zone d’Italia”, si è arrivati ad una risposta che però porta con se un altro interrogativoe quindi ad un ennesimo quesito “se è, si, in che modo?”

Partendo da questo punto si da il via ad una ricerca sul campo. Questo è l’oggetto dell’indagine che indaga nella consistenza di stereotipi culturali nella stampa italiana connessi con la rappresentazione del divario territoriale tra Nord e Sud.

Oggetto della ricerca che vede la luce all’interno di un progetto nato da un’idea del SUGC (sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, l’Istituto di Media e Giornalismo (IMeG9 dell’Università della Svizzera Italiana (USI) di Lugano e l’Osservatorio europeo di giornalismo (EJO) dello stesso ateneo.

Senza dimenticare la partecipazione della Camera di Commercio di Napoli attraverso Si Impresa Azienda speciale Unica, Innovaway, Protom, DAC ( Distretto aerospaziale della Campania), Materias, P4M, STRESS (Distretto Tecnologico per le costruzioni Sostenibili),Tecno, TDS.

Il SUGC assieme al Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università della Federico II, hanno creato un accordo per la realizzazione delle attività di ricerca che si propongono di analizzare la copertura giornalistica del Mezzogiorno nel contesto della pandemia da Sars Covid-19. La ricerca cerca di comprendere le rappresentazioni e le narrazioni giornalistiche dominanti del Paese, e il loro legame con la nascita o la creazione di eventuali stereotipi e discriminazioni tra Nord e Sud.

Si è scelto di indagare utilizzando un tema purtroppo ancora vicino e recente, focalizzandosi sul periodo riguardante il lockdown e sul dibattito innescato dall’impatto dovuta all’infezione di Sars Covid-19.

Una ricerca partita per identificare e sottolineare i temi più discussi e la possibile presenza di pregiudizi e atteggiamenti discriminatori, presenti all’interno della copertura di un campione di testate giornalistiche nazionali e regionali.

Il nuovo Coronavirus e il lockdown sono stati occasione di una forte rilevanza comparativa sui territori italiani rispetto a diverse dimensioni della vita sociale:

La paura e le proiezioni sulle condotte dei territori del Mezzogiorno di fronte alla prova della pandemia. Senza escludere le scelte politiche, il dibattito locale e nazionale degli amministratori locali, soprattutto con le Regioni.

Il riemergere, in maniera molto forte, di un conflitto tra Nord e Sud del paese, sul piano dello sviluppo attraverso le capacità dei territori di utilizzare le nuove risorse finanziarie derivanti dalla pandemia.

Le forme discorsive e retoriche con cui la stampa nazionale e locale spiega, analizza, descrive il confronto tra Nord e Sud del paese.

La ricerca, come si è detto sopra, si è basata su un’analisi di contenuto di un campione di articoli giornalistici provenienti dalle principali testate nazionali italiane generaliste, economiche e sportive oltre che da due quotidiani a circolazione locale.

L’analisi testuale degli articoli è riferita al periodo che va dal 01 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, come si evince non si considera il periodo della seconda ondata della pandemia. Gli articoli sono stati raccolti tramite il database Factiva utilizzando come parola chiave di ricerca: “Covid-19 AND Meridione OR Mezzogiorno”. Il campione selezionato è stato uniformato tramite apposite scelte.

L’analisi, dopo una selezione e verifica ha preso in esame 278 unità di articoli. L’attività di ricerca è ancora in corso. Adesso si entra in una nuova fase che prevede l’analisi qualitativa da realizzarsi sulle interviste somministrate a testimoni privilegiati, prevalentemente giornalisti.

Per Stefano Bory, direttore di Funes, atelier dipartimentale di ricerca sulla narrazione e l’immaginario Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II ”La ricerca sta offrendo, già a partire da questi primi risultati intermedi, delle considerazioni di rilievo sul modo di fare informazione durante la pandemia. Dal nostro studio, oltre ad una lampante ri-esplosione della questione meridionale e del conflitto Nord-Sud, stanno emergendo retoriche discorsive e scelte lessicali che spesso celano nuove forme di vittimizzazione dell’attore sociale del Nord e diversi atteggiamenti rivendicativi sulle competenze e sul potenziale ruolo di sviluppo da parte del Mezzogiorno. Si tratta di rappresentazioni che devono far riflette sia sulla professione giornalistica in un contesto emergenziale, sia sulle latenti impronte culturali che nutrono a volte inconsapevolmente l’agency discorsiva e narrativa sul rapporto tra i due territori del nostro paese.”

“Durante la pandemia c’è stata una maggiore polarizzazione del contrasto tra territori, che ha evidenziato come la coesione e la solidarietà tra Nord e Sud non siano valori scontati nel nostro Paese” ha detto Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Campania, SUGC “Abbiamo pensato a una ricerca per evitare che prevalessero le suggestioni nel nostro ragionamento. Da qui dobbiamo partire per pensare a una corretta informazione sul Meridione, fuori da stereotipi e cliché negativi che caratterizzano anche la narrazione in testate non marcatamente orientate politicamente. A questo appuntamento ne seguiranno altri, a Roma e a Milano. È necessario che si apra una riflessione seria sul tema, così come abbiamo fatto con il manifesto di Venezia per il mondo femminile, e con la carta di Assisi per il linguaggio dell’odio e la comunicazione sui social network”.

“Quanto incide sullo sviluppo delle imprese, del tessuto economico di alcune aree, una narrazione non oggettiva da parte dei media?”, si è chiesto il Presidente della Camera di Commercio, Ciro Fiola “Ce lo siamo chiesti spesso, specialmente al Sud, ha aggiunto Fiola, nella nostra Napoli, sempre più scenario per il racconto di delitti e guerre di camorra, palcoscenico di fiction che ne tratteggiano il lato peggiore. Ben vengano azioni di ricerca rigorosa come questa messa in campo dal SUGC in collaborazione con l’Università Federico II”.

“Durante il primo lockdown i consiglieri il SUGC hanno raccolto numerose segnalazioni su articoli, servizi e programmi TV che hanno raccontato il Mezzogiorno proponendo i pregiudizi e gli stereotipi di sempre”, ha detto Maria Cava, Consigliera del SUGC. “Anziché affidarci ad un comunicato stampa abbiamo voluto analizzare il fenomeno in modo più strutturato, misurandolo. Di qui l’idea della ricerca sociale frutto di una decisione di lavoro di squadra di tutto il Sindacato dei giornalisti della Campania. Ci aspettiamo di poter contribuire ad una maggiore responsabilità, consapevolezza, cura e attenzione nella nostra professione”.

www.manievulcani.com

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