Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee

Il Museo Madre in Controluce
La fondazione Donnaregina per le arti contemporanee- Museo Madre, oggi 15 settembre inaugura la mostra “In controluce” dell’artista Pietro Lista, a cura di Renata Carigliano.
L’inaugurazione della mostra, sarà introdotta da Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ed Eva Fabbris, Direttrice del Museo Madre, insieme alla curatrice e all’artista, con la conclusione di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania.
La mostra di Pietro Lista, “In controluce”, indica e traccia, tra “segni di luce”, il lavoro dell’artista istrionico. Nato nel 1941 a Castiglione del Lago, studia all’Accademia di Belle Arti di Napoli con i maestri Emilio Notte, Giovanni Brancaccio, Vincenzo Ciardo, Mario Colucci. Inizia ad esporre nel 1960 in Italia e all’estero. Nel 1965 partecipa ad una collettiva presentata da Giulio Carlo Argan a Napoli. Nel 1968 è presente alla mostra di Amalfi “Arte Povera + Azioni povere” a cura di Germano Celant, nello stesso anno costituisce il gruppo teatrale Artaud e pubblica “Il verbo sorge dal sonno come un fiore”. Negli anni Settanta amplia la sua presenza internazionale a Parigi con la partecipazione all’’VIII Biennale di Parigi’ e a “Livres d’art et d’artistes” alla Galleria NRA di Parigi. Negli anni Ottanta tiene una personale alla Galleria Trans/Form di Parigi e partecipa alla collettiva “Pole Position“ alla Galerie K di Tokyo. Dopo un’intensa attività in Italia, espone nel 2000 con la mostra “Interni” alla Galeria d’art 33 di Barcellona. Tutto ciò lo ha portato anche a farsi animatore e promotore di spazi per l’arte in Campania, come la galleria “Taide spazio per” aperta nella prima metà degli anni Settanta a Mercato San Severino, per poi spostarsi a Salerno, accompagnata negli anni Ottanta dalla pubblicazione di una rivista omonima. Nel 1993 fonda a Paestum il MMMAC-Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea mentre nel 2010 apre la galleria Cobbler, Spazio per l’arte contemporanea a Cava de’ Tirreni , dove vive e lavora.
Nel 2010 è protagonista a Hong Kong con “Homage by Pietro Lista” e nel 2011 al Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia.
Il titolo della mostra dell’artista camaleontico e con una vasta conoscenza pantagruelica, ha una doppia lettura, da un lato invita lo spettatore a guardare “In controluce” il lavoro dell’artista, ma dall’altro vuole sottolineare “l’incontro con la luce”, una luce che nasce dall’oscurità di cui però mantiene sempre memoria, astratta, artificiale e senza ombre.
Il progetto espositivo, frutto di due anni di ricerche realizzate in stretta collaborazione con l’artista e il suo archivio, è organizzato in cinque sezioni tematiche. L’esposizione rientra tra le mostre proposte dal Museo Madre, il cui principale obiettivo è la creazione di un archivio dell’arte contemporanea del sud Italia, in cui le opere di artisti italiani e internazionali, possano dialogare in un confronto ricco e pieno di esperienze diverse e complementari, per essere la base di partenza per ulteriori azioni di valorizzazione.
Le opere di Pietro Lista, saranno in mostra fino al 17 novembre 2025. Si potranno attraversare gli oltre cinquant’anni di carriera del maestro, con l’esposizione sia di opere storiche, che partono dalla seconda metà degli anni sessanta, sia di lavori recenti e spesso inediti. Una produzione artistica contraddistinta da una varietà di temi e dalla continua sperimentazione di tecniche e materiali che vanno dall’uso della pittura, disegno, scultura, incisione anche da performance.
Ciascuna delle cinque sezioni della mostra, che è stata allestita in sette sale al secondo piano del Museo Madre, prende in esame alcuni degli aspetti della sua produzione che ricorrono e coesistono in tempi diversi a partire dai lavori e dalle azioni performative incentrate sulla “Luce”, una fonte che accende e spegne continuamente l’energia creativa dell’artista. Il buio spezzato da lampi di luce è uno dei motivi portanti nel lavoro di Pietro Lista, che afferma “Ho lavorato soprattutto sulla luce negli anni Sessanta. Non mi muovevo nell’ambito delle ricerche visuali e cinetiche ma mi interessava la luce come possibilità di esplorazione virtuale degli spazi. Tutto ciò che si vede è uno scherzo della luce. La luce rimbalza negli occhi, la luce proietta ombre, crea profondità, forme, colori. Spegni la luce ed è tutto finito.”
Altro tema ricorrente nella sua ricerca sono le “Nuvole”, un elemento raccolto nella serie-manifesto “Cielitudine”. La sua attrazione per il cielo, un cielo pop solcato da nuvole, è una sorta di manifesto poetico perché, come la sua pittura, è continuamente mutevole e obbliga lo sguardo in alto. Per la sua inconsistenza, la nuvola mette in discussione la solidità, la permanenza, l’identità che definiscono la forma visibile e quella intelligibile.
Una porta semiaperta da cui filtra una scheggia di luce introduce e conduce ad i grandi oli su tela o su carta di Pietro Lista, un ciclo di opere a partire dagli inizi di questo millennio caratterizzati dall’uso di un unico colore, il “Nero di Marte”, il cui nome trae origine dal ruolo della divinità e dall’influenza del pianeta Marte nella preparazione del ferro secondo la tradizione propria degli alchimisti, cui appartiene un profondo senso mistico e religioso.
Un autoritratto dell’artista introduce alla sezione dei “Corpi acefali”, una serie di dipinti che rappresentano corpi senza organi, dove l’immagine-figura in bianco e nero è quasi la controparte di sé stesso ma senza occhi, naso, bocca. L’arte fa perdere “la testa” a volte, ma poi può capitare il contrario e di ritrovarla. L’autoritratto si è ritratto da sé stesso e dal proprio corpo, lasciando solo la testa. Così Pietro Lista nella serie di lavori “La testa “ritrovata dell’artista” ha sostituito l’apparire allo sparire e viceversa, offrendo in questo caso, in un primo piano ravvicinato, non più un corpo acefalo, ma solo la sua testa che ne è la cuspide, in una serie di autoritratti realizzati a china su carta, disegni in bianco e nero, che oscillano ancora una volta tra il buio e la luce e viceversa.
Dall’esposizione emerge, con tutta la sua forza, la continua ricerca di Lista nel dare forma al suo pensiero di fronte a nuovi interrogativi.


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