Agenda 2030, Goal 5 il raggiungimento della parità di genere, ed emancipare tutte le donne e le ragazze.


Agenda 2030, Goal 5 Parità di genere

Il goal 5 si è posto come obiettivo nel 2030 il raggiungimento della parità di genere, ed emancipare tutte le donne e le ragazze.

Anche per questo obiettivo, non bastano le poche righe utilizzate per parlarne.

La discriminazione parte dall’infanzia, le bimbe e le adolescenti secondo l’Unicef, sono i soggetti più a rischio.

Il trattamento nei primi anni di vita, sono fondamentali per la formazione socioculturale. Molte, troppe bambine sono costrette, per motivi culturali arcaici,  alle mutilazioni femminili.

Bambine , diventate adulte, non sono in grado di inserirsi a pieno titolo nella società, uno dei tanti esempi sono le bambine fantasma che non vengono registrate all’anagrafe, risultando così prive di diritti come scuola e sanità, alle spose bambine, costrette a matrimoni con uomini molto più grandi di loro e costrette alla più totale sottomissione, all’esclusione della istruzione, per degli antichi stereotipi sui ruoli maschili e femminili, per cui le donne devono dedicarsi alla famiglia.

Anche se si sono fatti dei passi avanti sui diritti della donna, la piena uguaglianza tra i generi è ancora lontana ed è un obiettivo da raggiungere.

Anche nei Paesi dove non dovrebbero esistere differenze tra sessi, in realtà poter e responsabilità, nella vita economica, politica e sociale, sono nella gran parte ad appannaggio del genere maschile. In altri contesti, poi, giuridici e culturali più rigidi, la condizione femminile subisce, come detto prima, retaggi e vincoli, di una tradizione che vuole le donne in una condizione subordinata della società.

La disparità di genere è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo di un economia sostenibile, alla crescita economica e alla lotta alla povertà.

La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale , ma la condizione necessaria per un mondo prospero, equo, sostenibile e cosa fondamentale, in pace.

Mentre il mondo ha fatto progressi nella parità di accesso all’istruzione, indistintamente, tra ragazzi e ragazze, ci sono ancora oggi tante, troppe donne che continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo.

L’OMS 3 per favorire l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne ha permesso di poter fare significativi progressi nella scolarizzazione delle ragazze e l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro. Il tema della parità dei sessi ha ottenuto un grandissima e importante visibilità, ma se si considera il quadro molto circoscritto dell’OMS 3, non è stato possibile affrontare altri tempi importanti, come la violenza, le disparità economiche e la scarsa o quasi assenza, della presenza delle donne negli organismi decisionali a livello politico.

Con l’obiettivo 5 si vuole ottenere il poter garantire alle donne e alle ragazze la parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, ad un lavoro dignitoso, essere rappresentanti nei processi decisionali, politici ed economici, l’eliminazione di tutte le forme di violenza nei confronti di donne e ragazze, compresa l’abolizione ai matrimoni forzati e precoci.

Bisogna promuovere economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società, l’umanità intera e l’uguaglianza dei diritti a tutti i livelli di partecipazione.

“L’istruzione e il conferimento di poteri alle donne nel mondo non possono che condurre a una vita più altruista, tollerante, giusta e pacifica per tutti.” (Aung San Suu Kyi, Premio nobel per la pace)

Ecco i punti dell’Obiettivo 5, Parità di genere, raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze, target e strumenti di attuazione:

5.1: Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze

5.2: Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo

5.3: Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili

5.4: Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all’interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali

5.5: Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica

5.6: Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito riproduttivo, come concordato nel Programma d’Azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo e dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle successive conferenze

5.a: Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali

5.b: Rafforzare l’utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per promuovere l’emancipazione della donna

5.c: Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli

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