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G R A N A D A

E’ facile innamorarsi di Granada, del suo clima, della sua gente, delle sue strade e dei suoi monumenti. Città vivace e giovane, grazie alla presenza di molti universitari che di giorno frequentano le lezioni e di notte si aggirano per i locali, Granada ha la caratteristica di rimanere nel cuore di chi la conosce: c’è un detto spagnolo che dice “chi non ha visto Granada, non ha visto nulla” e Garcia Lorca, originario di Granada, scriveva “le emozioni della mia infanzia sono tutte dentro di me. Io non sono mai uscito da essa“…

Come dargli torto: milioni di persone ogni anno si spostano per raggiungere Granada e ammirare le meraviglie dell’Alhambra, dimora dei sovrani musulmani e monumento più significativo della città. Ma è proprio seguendo il filo storico-religioso che si scopre il meglio di questa città spagnola: si parte dall’Albacìn, l’antico quartiere in cui si stanziarono i Mori dopo la Reconquista e il Generalife con i suoi “giardini di Dio”. Il percorso “cristiano” conduce inevitabilmente alla Cattedrale e alla Cappella Santa e al Monastero di Santa Isabella.

Uno dei simboli più importanti del dominio musulmano sulla città di Granada, è senz’ombra di dubbio l’Alhambra, monumento dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. I mori avevano bisogno di costruire una roccaforte per proteggere e sorvegliare la città e decisero di farlo sulle rovine di un’antica cittadella chiamata Alcazaba, dando il nome di Al – Qal aal – Hmbra alla loro nuova fortezza, che in arabo vuol dire “fortezza rossa“. Il nome probabilmente è ispirato al colore dei mattoni cotti al sole con cui sono state edificate le mura esterne del fortino. L’Alhambra (nome adattato alla lingua spagnola) originariamente era una cittadella militare, ma nel corso del regno di Yusuf I divenne un palazzo ricco di meravigliosi cortili, fontane e giardini, reso ancor più bello da giochi di luci ed ombre veramente sorprendenti. Colpisce la forte contraddizione dell’Alhambra: all’esterno rigida costruzione militare e all’interno delicata e aggraziata struttura.

Convocati e Formazione: Portieri: Contini, Idasiak, Meret; Difensori: Costanzo, Di Lorenzo, Maksimovic, Rrahmani, Mario Rui, Zedadka; Centrocampisti: Bakayoko, Elmas, Lobotka, Fabian Ruiz, Zielinski; Attaccanti: Cioffi, D’Agostino, Insigne, Labriola, Osimhen, Politano

PRIMO TEMPO … Fischio di inizio del sig. Karasev di Mosca, calcia il primo pallone di questi sedicesimi di finale (gara 1) il Granada. Sostanziale equilibrio nei primi ’10 minuti. Unica nota da attenzionare e l’uscita dall’area del Napoli con la palla, con dei palleggiatori come gli spagnoli ci può costare cara. In compenso il Napoli si è già affacciato nell’area di rigore avversaria. Erano ‘8 minuto che il Napoli commetteva errori ed imprecisioni difensive ed al ’18 minuto il Granada segna di testa con Di lorenzo che si perde l’avversario. Granada 1 – Napoli 0

Al ’21 minuto in un azione di rimessa il Granada raddoppia Granada 2 – Napoli 0

Il Napoli subisce 2 reti in ‘3 minuti, da da quello che le squadre hanno espresso in campo, bisogna davvero darsi una svegliata. Altra ripartenza del Granada ed Elmas si prende un ammonizione per fermare l’avversario minuto ’25. Il Napoli cerca di buttarsi nella metà campo del Granada, esponendosi alla rimessa degli spagnoli, ma prova a reagire. Pochi i commenti per un primo tempo tutto in salita per il Napoli. Gli azzurri ci provano con pochissimi risultati. Recupero di ‘2 minuti e fischio finale per recuperare energie fisiche e mentali.

SECONDO TEMPO

SENZA PAROLE

SENZA GIOCO

SENZA TESTA

SENZA CONDIZIONE FISICA ”

SENZA NAPOLI

” VOTO 4 “

Granada 2 – Napoli 0

…dallo Nuevo Estadio de Los Carmenes di Granada è tutto

GRANADA – NAPOLI 2 – 0

FORZA NAPOLI SEMPRE

GBLOT

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