NON TUTTO E’ PERDUTO?


In queste ultime ore è stata tirata in ballo dai colleghi di Canale 21 Chiariello, Iannicelli e Titti Improta la c.d. sindrome di Calimero, ma credo che la sindrome sia solo apparente, perché nel Napoli, non sono tutti “piccoli e neri” come recitava il Carosello degli anni andati ma ci sono responsabilità ben visibili. Quindi più che la sindrome del Calimero vedo di più un NAPOLI UROBORO. Ma procediamo con ordine…

Innanzitutto l’ansia da prestazione che Gattuso infonde alla squadra, che si tramuta in una foga che induce a sbagliare tantissimi palloni. I calciatori devoti al capo, per dimostrare di essere all’altezza caricano a testa bassa, risultato? Sono saltati con regolarità; si trovano a prendere gol e si demoralizzano ancora di più. Un UROBORO infinito ed irreversibile.

C’è poi il poi il problema da sollevare dalle spalle, anzi dal braccio di Lorenzo Insigne, che non avendo il physique du rôle del capitano, la fascia pesa come un macigno. Per uno scugnizzo come lui, abituato ad essere libero, anche di inveire con gli avversari, perfino con qualche “mala parola” è troppo, è una gabbia che lo tarpa le ali e non lo rende lucido nei momenti che contano. Un’ansia da prestazione doppia per lui napoletano di Napoli.

Infine, in questa breve lettura degli accadimenti, la Società Sportiva Calcio Napoli non è immune da critiche che, in un deserto manageriale totale, è rappresentata dal solo Aurelio De Laurentis. Nel caso specifico non essendoci nessuna figura “cuscinetto” tra il campo, rappresentato da Gattuso e la società, rappresentata da Aurelio De Laurentis, il terreno di gioco, troppe volte mostra decisioni economiche al posto di decisioni tecnico-tattiche – una su tutte, in tutte le squadre c’è un portiere titolare ed uno di riserva, nel Napoli due titolari, solo per mantenere le quotazioni di mercato. Quindi siamo passati dalla panchina cortissima di mister Sarri alla panchina chilometrica di ADL/Gattuso che quasi i calciatori che scendono in campo, non solo non sanno in che ruolo giocano, ma quasi non si conoscono.

Chiaro, che al netto delle battute, quello che vediamo in campo è una squadra troppo spesso scollata alla ricerca di un identità. Il tempo è ancora dalla nostra parta, pertanto tutti al lavoro a risalire la china. #forzanapolisempre

UROBORO
Simbolo molto antico, presente in molti popoli e in diverse epoche.
Rappresenta un serpente che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine. 

GBLOT

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