Sono ormai diversi mesi che le scuole sono chiuse, la campanella tace e nelle case al mattino gli studenti di Napoli piuttosto che uscire per recarsi a scuola semplicemente, tristemente accendono un computer per collegarsi con il prof di turno per fare quella che viene chiamata didattica a distanza: la Dad.

Ciascuno nella sua stanza, ciascuno tra le pareti della sua casa dove più o meno in silenzio, in solitudine ascolta la lezione, mentre per strada c’è il rumore della gente che cammina e chiacchiera e delle auto che girano per una Napoli insolita, alle volte vuota o a più caotica, a secondo dell’orario.

Tuttavia vi è una strada che solitamente ha un ” lieto rumore “, ha una risonanza straordinaria è diversa, un vicolo particolare ed unico: e Via San Pietro a Majella, la stradina che ospita il Regio Conservatorio di Musica di Napoli, per raggiungerlo dal traffico di Piazza Dante bisogna attraversare Port’Alba e raggiungere così questa strada dove in questo edificio che sembra come un altro il talento dei giovani napoletani che hanno la vocazione per la musica, per il bel canto, si coltiva.

Istituto superiore per gli studi musicali fondato nel 1808, è situato nel centro storico, nell’ex convento dei Celestini annesso alla chiesa omonima. Annovera tra i suoi diplomati: Mercadante, Bellini, Leoncavallo e Riccardo Muti possiede anche una biblioteca, un archivio storico ed un museo dove sono esposti i strumenti antichi e preziosi ritratti, adesso esso ed il vicolo….tutto.. tace. Il vicolo non riecheggia di esercizi, arpeggi e motivi antichi; e tutto ciò, scesa la sera ci fa pensare alla suggestiva poesia di Salvatore di Giacomo Pianoffort e nott …

Nu pianefforte ‘e notte
sona luntanamente,
e ‘a museca se sente
pe ll’aria suspirà.

È ll’una: dorme ‘o vico
ncopp’a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tiempo fa.

Dio, quanta stelle ‘n cielo!
Che luna! E c’aria doce!
Quanto na della voce
vurria sentì cantà!

Ma sulitario e lento
more ‘o mutivo antico;
se fa cchiù cupo ‘o vico
dint’a ll’oscurità.

Ll’anema mia surtanto
rummane a sta fenesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannese, a pensà.

“Ma solitario e  lento muore il motivo antico si fa più cupo Il vicolo dentro l’oscurità”…., dunque che l’oscurità calata sulla scuola, sulla gioia per i ragazzi di frequentare  le lezioni: si dipani presto! Il Covid-19 ha messo uno stop alle nostre vite e bambini e ragazzi sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto dovendo rinunciare ad una grossa parte del loro quotidiano come: la scuola. Tornerà presto a vibrare di note : Via San Pietro a Majella  e tornerà presto a vibrare della gioia di vivere, il delicato e sinuoso corpo di questa splendida sirena che è Napoli……!

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