Il Palazzo sul mare …di Posillipo


Oggi Palazzo donn’Anna appare come una nobildonna decaduta, affranta di non poterci mostrare la sua veste migliore, e con un unico amico, il mare.

Il Palazzo fu voluto da donn’Anna Carafa di Stigliano, consorte di don Ramiro Guzman di Medina viceré di Napoli, costruito nel 1642 da Cosimo Fanzago su di un edificio preesistente. Le nozze furono celebrate nel 1636 a Palazzo Cellamare e la coppia si trasferì a Posillipo nello stesso anno in cui iniziarono i lavori di ingrandimento. Furono costruiti la strada di accesso da terra e l’approdo delle imbarcazioni dal lato del mare. Gli appartamenti furono abbelliti e vi fu costruito anche un teatro.

” napoli dal mare “

Nel 1647 il palazzo fu saccheggiato durante la rivolta di Masaniello, ciononostante si continuarono a dare sontuose feste.

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Ancora una volta fu rimodernato, ma il terremoto del 1688 fece crollare i due piani superiori. Dalla morte dell’ultimo dei Medina molti furono i proprietari che si successero.

Al teatro è legata la leggenda di palazzo donn’Anna raccontata da Matilde Serao nelle sue “leggende napoletane”. Si narra, che durante una delle sfavillanti feste che dava “l’altera Donna Anna Carafa” nel suo palazzo, fosse in programma una rappresentazione teatrale la cui particolarità consisteva nel fatto che gli attori appartenessero alla nobiltà, secondo una moda importata dalla Francia. Alla commedia prese parte donna Mercede de las Torres, nipote spagnola di donn’Anna, che impersonava una schiava innamorata del suo padrone sino al punto di ricevere un colpo di pugnale al posto del suo amato. Il protagonista maschile era Gaetano Casapenna che impersonava il cavaliere, freddo e indifferente, tanto venerato dalla schiava Mirza, ex amante della bella “dama di Posillipo”. La commedia fu eseguita magistralmente; donna Mercede impersonava alla perfezione l’innamorata, mentre don Gaetano il padrone indifferente, solo alla fine, quando la sciava Mirza era in punto di morte il cavaliere, fino ad allora distaccato mostrò, il suo amore tanto forte e veritiero che commosse tutta la platea “Donn’anna dal suo trono impallidiva mortalmente e si mordeva le labbra. Non era lei la più amata”. La leggenda narra, ancora, che per la gelosia la nobile signora chiuse la nipote in un convento, del quale non rivelò mai il nome. Gaetano Casapenna dopo aver cercato la sua amata in Italia e in Francia, Spagna, Ungheria, morì giovane in battaglia. Ancora oggi si dice che i fantasmi che vagano nel palazzo siano quelli dei due amanti divisi dalla gelosia della perfida viceregina.

La leggenda vuole che nel palazzo appaia ogni tanto il fantasma di Donn'Anna e le presenze dei due sfortunati Mercedes e Gaetano che si cercano in eterno.

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