IL PASSATO è PRESENTE


Vincenzo De Luca dialoga con Alessandro Barbano su
Storia e Politica introdotto da Giuseppe Laterza

La giornata inaugurale della prima edizione delle lezioni di Storia Festival, avvenuta il 25 aprile alle ore 11,00 nel Teatro Bellini, uno dei numerosi partner che hanno collaborato alla realizzazione del progetto ideato da Giuseppe Laterza, è stata avviata dal dibattito incentrato sul ruolo della storia capace di alimentare un “circuito virtuoso e non un corto circuito con la politica” , come ha introdotto l’editore Laterza, tra il giornalista ed ex direttore del quotidiano “Il Mattino” Alessandro Barbano e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che si è dimostrato sin da subito un entusiastico sostenitore e finanziatore di questo progetto.

Un progetto che, come afferma il Presidente, intende “rimettere in piedi isole di resistenza civile e culturale nel nostro Paese. Ci siamo abituati nel corso dei decenni a considerare un dato irreversibile la democrazia in Italia e in Europa. I grandi pensatori democratici sapevano che anche la democrazia aveva una sua storicità, non è un elemento acquisito per sempre e dunque mi pareva importante in un Paese involgarito, imbarbarito, che viene da un quindicennio di banalizzazione dei problemi, offrire un’occasione di dibattito, di conoscenza, di ritorno alla storia e di riscoperta delle radici.”


“Dobbiamo avere spirito di verità,
anche se non è sempre comoda”

Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania

In una data scelta non a caso si è celebrata in un senso rivoluzionario la presa di coscienza del fenomeno della Resistenza e della Liberazione e, attraverso un interessante confronto, è emersa l’esigenza forte di ristabilire i valori fondanti di un popolo democratico. Con una metafora di Biagio De Giovanni, Barbano individua il momento di rottura del rapporto tra storia e vita nell’epoca attuale, dove “la seconda deborda dal corso fino a ieri lineare della prima ed il potere comincia ad orientarsi sulle masse”.

Il populismo italiano, continua De Luca, “è cresciuto con il concetto della lotta alla casta, in senso autoreferenziale e parassitario, spesso illegale da combattere e liquidare ma la competenza e la cultura sono oggi indispensabili per governare. Alcuni degli elementi classici della democrazia liberale, il valore della verità e dei fatti sono in discussione e hanno messo in atto un processo inverso, dalla democrazia liberale all’iperdemocrazia alla post democrazia, con la conseguente post verità, post giustizia, cioè l’imbarbarimento. Oggi si conquista il consenso in larga misura con l’uso violento e irresponsabile dei social. Una democrazia, e questo varrà anche per l’Europa, senza il principio di responsabilità non può reggere.”

Senza dimenticare di rivolgere lo sguardo alla città di Napoli il Presidente individua l’urgenza di valorizzare soprattutto la grande identità di Napoli, il suo umanesimo, la sua cultura e apertura al mondo con rigore ed efficienza combattendo la sua identità deteriore, fatta di “plebeismo e pulcinellismo, secondo l’espressione di Fulvio Tessitore“, in una contraddizione eterna.

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